Tuesday, December 13, 2016

PUZZA l'aiutante di Babbo Natale

Oggi ho letto in classe all'asilo un racconto di Natale.
Visto che non trovavo racconti che facessero ridere o coinvolgessero i bimbi della classe di mia figlia, come volevo io, ho deciso di scriverla io una storia.
Questa storia è più divertente ed ha più successo coi bambini, se mentre la si legge si coinvolgono i piccoli.
L'ho presentata come una lettera scritta da un aiutante di Babbo Natale.


 


Puzza, il piccolo aiutante di Babbo Natale 

racconto uscito da un aneddoto familiare... perché noi PUZZA lo conosciamo di persona


Cari bambini, come state?
Lo sapete chi vi sta scrivendo?
Sono Puzza, un aiutante di Babbo Natale! Puzza, sì mi chiamo Puzza. È  una storia lunga la storia del mio nome e di come sono diventato un aiutante di Babbo Natale e ve la voglio raccontare.

Ero un giocattolo una volta, un giocattolo senza nome ed aspettavo che il mio amichetto, un bambino di 2 anni di nome Toby mi desse un nome.
Ero stato regalato a lui e solo lui poteva darmi un nome. Lui però era piccolino e non sapeva dire molte parole. La sua mamma giocava con lui e con me, mi usava come una marionetta ed io lo facevo ridere tantissimo, la sua mamma mi faceva saltare, parlare, mi faceva cantare, faceva finta di farmi cadere e Toby rideva, rideva tanto e la sua risata metteva allegria.

Un giorno dopo la nanna del pomeriggio Toby l'ha fatta nel pannolino. Non era bravo come voi, era piccolo e non sapeva dire cacca e pipì e, quando scappavano, le faceva nel pannolino.

Quel giorno a pranzo poi, aveva mangiato un enorme piatto di fagioli e accipicchia, prima di fare la cacca, aveva fatto concerto di puzzette.

Aveva spaventato tutti i giocattoli, sembrava trattore a scoppio prot prot prot.

Aveva chiamato mamma, una delle poche parole che sapeva dire e lei era arrivata e sorridente, ma tappandosi il naso, ed aveva detto a Toby "accipicchia che puzzona" e poi, per gioco mi aveva preso in mano e aveva iniziato a far finta che parlassi e, facendomi mettere le mie mani sul mio naso, aveva cominciato a dire che puzza puzza puzza puzza.

Non si immaginava e neppure io lo immaginavo, che il piccolo, il giorno dopo, guardandomi, mi avrebbe chiamato Puzza e bimbi, Puzza è diventato il mio nome.
All'inizio non ne ero contento... A chi piacerebbe chiamarsi Puzza, a voi piacerebbe? Ma poi mi sono abituato.

Quando arrivavano dei giochi nuovi e mi chiedevano il nome era un pochino imbarazzante dire "piacere sono Puzza" e spiegare che non mi chiamavo così perché ero uno scoreggione.

All'inizio gli altri giocattoli mi avevano preso in giro, ma quando si sono accorti, che essere preso in giro mi faceva piangere e mi rendeva triste, mi avevano chiesto scusa, perché sapete, non c'è nulla di più brutto che ferire i proprio amici con brutte parole o con brutte azioni.

Ed i miei amici giocattoli quando i giocattoli nuovi iniziavano a prendermi in giro mi difendevano sempre.
Erano proprio dei veri amici.

Un giorno mentre Toby dormiva e stavo parlando con un altro gioco, un robot che ripeteva un sacco di frasi, non mi sono accorto che si era svegliato ed io stavo raccontando che, da grande, avrei tanto voluto essere un aiutante di Babbo Natale e Toby ha sentito tutto.

Una settimana prima di Natale Babbo Natale era venuto a trovare Toby mentre dormiva.

Dovete sapere che Babbo Natale può entrare nei sogni dei bambini piccoli, quelli che non sanno ancora scrivere una letterina, non sanno parlare ancora benissimo e quella notte Babbo Natale è entrato nel sogno di Toby.

Io ero rimasto a bocca aperta perché non sapevo che Babbo Natale potesse farlo.

Quando è tornato nella stanza Babbo Natale è venuto da me mi ha avvolto nella sua barba bianca e morbida e mi ha detto delle parole, che non ho capito e che non ricordo nemmeno, sembrava una formula magica.

Fattosta che il giorno dopo io potevo parlare con Toby e lui riusciva a parlare con me... Toby non era stupito quanto me, perché lui in sogno aveva parlato con Babbo Natale e lo sapeva.

Mi ha abbracciato forte e mi ha detto "questa notte tu farai un viaggio lungo lungo, non ti spaventare, non è nulla di pericoloso, io ti vorrò sempre bene" e mi ha dato un bacino.

Io non capivo all'inizio, ma poi, quando mi sono svegliato il giorno dopo, non ero più nella mia cameretta con i miei amichetti.

Ero al Polo Nord! Parlando con Babbo Natale, Toby aveva chiesto un regalo per me e non per sé stesso e così sono diventato un aiutante di Babbo Natale.

Quello che Toby mi ha insegnato è che dare è molto più importante e bello, che ricevere.

Io sono diventato l'addetto allo smistamento della posta,  divido le letterine di tutti i bambini del mondo in tre grandi categorie: semplici, un pochino più complicate e difficilissime e quando trovo una soluzione per quelle difficilissime lascio un appunto per Babbo Natale, perché anche io ho imparato che è molto più bello saper donare gioia agli altri.

Cari bambini adesso vi devo salutare ché ho ancora un migliaio di lettere difficilissime da sistemare e poi devo cercare e trovare la letterina che Toby ha scritto quest'anno, perché mette sempre un disegnino anche per me.

Ciao ciao dal vostro amico Puzza.
Ps bimbi miei se ricevete qualche regalo che non avevate chiesto e non quello che volevate... beh, potrebbe essere colpa mia...



Buon Natale
By Sabrina Piazzon





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